Reportage
Il reportage “Storie d’oro e di fango. Viaggio nella fede tra il Vaticano e l’Abruzzo” è diventato una mostra fotografica itinerante esposta al Festival Internazionale del Giornalismo 2010 (Rocca Paolina, Perugia) e al Premio Giornalistico Gaspare Barbiellini Amidei 2010 (Marciana, Isola d’Elba). Il reportage completo è arrivato in finale al Premio del Reportage Atri Festival 2010, con i complimenti di Daniele Protti, direttore de L’Europeo. Cliccando sul seguente link è possibile scaricare gratuitamente l’ebook edito da Webgol Edizioni.
“Il fango ti cambia. Come un’eclissi di sole, come il velo nero di una vedova. Come una sostanza che s’infiltra nell’acqua che bevi, come uno schiaffo sulla maschera bianca che indossi. Il fango ti cambia la pelle, come un’allergia alla luce del sole, come una parola cattiva che ti si ammutolisce in gola. Quando prende la tua anima e ti accorgi che è proprio te che vuole, non puoi più tornare indietro. Il fango ti cambia dentro, come un segreto che non volevi sapere. Un segreto con cui devi convivere per il resto dei tuoi giorni, perché una volta che ce l’hai dentro non lo puoi dimenticare“.
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Alcune parti del Reportage Senegal (Dakar, Saint Louis, Thies) sono state esposte nella mostra collettiva del “Terra di Tutti” Film Festival 2009 (Cinema Lumiere, Bologna) e altre pubblicate da Il Post, il magazine online di Luca Sofri e da Millo, il nuovo freepress sardo.
“Guardando questi uomini e queste donne nei loro visi, nei loro corpi e nei loro spiriti, viene da chiedersi se la perfezione sia una colpa. Se questa bellezza così sana, questa forza così assoluta, siano indice di un peccato incancellabile. Se questa pelle così lucida e resistente abbia incisa la macchia della sua completezza. Se queste braccia così buone e impeccabili portino il peso della loro eccellenza, se questi ventri così dolci e armoniosi conservino al loro interno il feto del torto. Gorée racchiude tutto questo, dopo secoli e secoli di inferno. Ovunque, intorno, il mare. E in lontananza, tra le piroghe dei pescherecci e i voli bassi delle aquile, due mondi che si sfiorano: da una parte Dakar, con il suo fermento africano di suoni e di genti; dall’altra, l’Oceano Atlantico, aperto e quasi infinito, portatore di ogni bene e di ogni male“.
Da Reportage Senegal - Le mille bocche della Teranga
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“Viagginversi“, reportage itinerante sulle tracce dei nuovi poeti del mondo, è un work in progress. E’ diventato una mostra fotografica itinerante, esposta nel 2011 in Sardegna e a Roma. Viagginversi è ora anche la rubrica del programma radiofonico “La Rosa dei Venti” di Radio Capodistria, su viaggio e letteratura. L’Accademia delle Arti Digitali di Firenze Nemo NT, che forma professionisti della grafica e dell’illustrazione - ricercati anche dalla Pixar - ha indetto tra i suoi allievi il concorso “Illustra Viagginversi”, per le illustrazioni dei capitoli del futuro libro.
”Mi scrive il suo nome su un pezzo di carta, i suoi ideogrammi significano il sole e la luna – Akira – tra le onde di bambù – Takenami. Mi chiedo come si possa non essere poeti con un nome così. ‘Quando il kanji del sole è solo, senza il kanji della luna, si pronuncia Hi; lo stesso vale per il kanji della luna, che da solo si legge Tsuki. Come i kanji nelle loro combinazioni diventano nuovi suoni, così per la poesia l’unione di cose diverse crea qualcosa di completamente unico e nuovo. Non occorre sempre cercare le novità: anche due cose vecchie, miscelate insieme, possono dar vita a qualcosa di nuovo. Nel mondo differenti cose esistono insieme. In Italia ora è notte ma qui in Giappone è giorno: allora esiste giorno anche nella notte’”. Poi preghiamo insieme facendo suonare la corda dentro una campana, e passando dentro il cerchio della vita per tre volte: una volta a sinistra, una volta a destra, poi ancora a sinistra.’Quando un poeta attraverso la scrittura riesce a dare energia e forza nuova per vivere, è come scoprire una nuova stella nel firmamento e potergli dare il nome. Io ho imparato che questa stella la possiamo scoprire anche sulla terra. Anche nel cuore’”.
Da Viagginversi, sulle tracce dei nuovi poeti
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“Il litorale di Beirut è il cordone ombelicale della città con la sua mediterranea madre. Il Lungomare del Faro, si chiama, Manara Kornish, ed è qui che di notte la città esprime tutto il suo amore per chi l’ha generata. Crocevia. Incrocio. Confluenza poliglotta nel destino del mondo. Beirut è tutto e non è niente. È Oriente e Occidente, è maschio e femmina, ying e yang nello scacchiere internazionale […] Ed ecco, solo ora, stringo la mano a Beirut. Beirut la misteriosa, Beirut la schietta. Enigmatica, chiarificatrice Beirut. La tradizionale e la traslitterata. La cullatrice e la struggente, la benedetta e la dilaniata, Beirut il sole, la neve. Fresca brina sul respiro tiepido dei fiori di cedro. Camminarla significa stringere un’alleanza con la millenaria storia della città, leggere tra le vie del suo centro abitato, scrivere – persino – un messaggio d’amore sulle sue mura ferite. Leggerlo poi ad alta voce dentro le sue mille orecchie di chiese e moschee”.
Da Reportage Libano - Le spade sui cedri
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“Salgono e scendono come vulcani sul mare. Svettano, si inabissano, sul fondale delle valli. Come vene in superficie di un dragone gigantesco aderiscono perfettamente al tessuto capillare cinese, eterogeneo e multiforme come il carattere di questo popolo. Salgono e scendono, scendono e salgono, come le quotazioni in borsa di un’impresa megalomane e dannata. È la storia della Cina che si è fatta scalini, sulle vette di Badaling. La “Grande Muraglia dei diecimila Li” è davvero grande: 8.851,8 chilometri di architettura ancestrale, patrimonio dell’umanità e prima meraviglia del mondo. Tre secoli prima del nostro anno zero, la Cina proteggeva i propri confini dalle incursioni di altri popoli con un muro di mattoni fatto di saggezza e follia, devozione e lacrime, sangue e sudore“.
Da Reportage Cina - La fame del dragone
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“Al principio era la Palestina. Un Mediterraneo originario, il regno salvo per eccellenza, una terra parallela e speculare fatta di pietre levigate e bianche. Voci squillanti di bambini che giocano, richiami di muezzin che scandiscono purezze e colpe. Profumo di gelsomino e olive, danze tiepide di pini secolari. In Palestina ogni cosa è ancora così dolce e soffice, la terra è madre adorata e generosa, il vento e il sorriso della gente vanno di pari passo intrecciandosi a ogni angolo di strada, su ogni tetto, in ogni atto“.
Da Reportage Palestina - Un Mediterraneo originario
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“Al piano inferiore di Tokyo c’è una città sottopelle. È la brulicante vita nel suo ventre, fatta di budella metalliche e destini incrociati ma mai sfiorati. Intestini robot all’ombra di un’umanità distante, frattaglie high-tech ultima generazione, dove il sole è lontano anni luce e i mille cuori pulsanti del sottosuolo sono rivenditori automatici di biglietti. È la Tokyo Metro, il dragone sotterraneo che non perdona e non guarda in faccia nessuno. Nel circuito folle che sposta alla velocità della luce cose e persone da dove si trovano, tutto è pensato nei minimi dettagli per degli automi che deambulano con tacchi o ventiquattrore senza mai voltarsi indietro. È una corsa contro il tempo e lo spazio, una guerra all’ultimo timbro. I titoli di viaggio nella metropoli giapponese sono il lasciapassare per una vita di insonnie e di stenti, di puntualità e condotta zen. Ogni individuo è un treno in corsa, un elegante vagone espresso attrezzato di doveri e diritti, un razzo di classe che ha una destinazione da raggiungere a qualunque costo. Mai intralciare il percorso, mai rompere il ritmo“.
Da Reportage Giappone - I grattacieli del passato
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.Altri reportage realizzati
Asia
Europa
- Irlanda - La tenacia ed il progresso nell’isola delle fate e dei folletti (su Altri Occhi)
- Paesi Bassi - L’Olanda non è solo Amsterdam (su La Specula)
Italia
- Crisi a cinque stelle. Il turismo dei poveri nell’altra Sardegna (su Mediterranea)
- Reportage alla rovescia: viaggio dentro il giornalismo italiano (su The Populi, La Specula, Paperblog, )
- Nebbia e ronde leghiste oltremare: xenofobia o arrivismo politico? (su Altri Occhi)
- Il luna park del ghetto (su Altri Occhi)
- L’Aquila un anno dopo (su Altri Occhi, Il Mucchio Selvaggio)
- Un funerale di serie b (su Altri Occhi, Le Voci del Villaggio)
- Soluzioni di cemento e oblio (su Altri Occhi, Carta)
- Il candore dei porporati (su Altri Occhi)
- Spazzatour (su Altri Occhi, Carta)
- La casa nella galleria (su Altri Occhi, Peacereporter)
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Eventi
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.Interviste
- Mariana Van Zeller, reporter Vanguard USA
- Maso Notarianni, direttore Peacereporter
- Antonio Sofi, esperto di new media
- Joumana Haddad, giornalista e poetessa libanese
- Akira Takenami, regista e poeta giapponese
- Ho Wu Yin Ching, poetessa e insegnante cinese
- Husam Alsabe, pittore e poeta palestinese
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