Poesia

Valeria Gentile ha pubblicato a 18 anni il suo primo libro di poesie, Lascia Sbocciare Cento Fiori edito dalla casa editrice Maremmi Editori, dopo aver partecipato al Premio L’Autore.

Per averlo vai alla pagina degli acquisti su Etsy.com o contatta direttamente lei scrivendo una mail all’indirizzo gentile.valeria@gmail.com

Dal 2006 cura il blog di poesia e scrittura creativa Creativity & Communication.

Il suo progetto di reportage poetico-antropologico itinerante Viagginversi è nato nel 2010 ed è tuttora un work in progress. Unisce poesia e viaggio, reportage e fotografia.

E’ anche l’organizzatrice in Sardegna di Centomila Poeti per il Cambiamento, la più grande lettura di poesie della storia ed evento globale simultaneo in centinaia di città in tutto il mondo. La seconda edizione sarà il 29 settembre 2012.

Linee
punte piene, slanci
curve. Scivolano ventate
salmastre, una calura
senza tempo: io
dove sono? L’acqua
arte pura, riccioli freschi
furenti sulla superficie del globo

Tutto il pieno svuota; riempie
il vuoto in quest’abisso. Vibra
l’equilibrio su un filo d’alga
la creazione in un letto di gocce
l’alito
vive raggiante, a nuovo
respireo slancio. E sono
parte.

.

 .

Fessura
dipinta pelle, giocata
furiosa spina malefica
incastrata
il mio tormento non è
l’apertura. La chiusura
è il mio eterno dolere

[…]

.

.

.

e poi
mi hai detto
mi sono messa in faccia il vento
ed eri così bella
il respiro di settembre per noi
era un alito di speranza fresca
rara
la strada di bianco smarrita
con l’elicriso a far da ombra
e io volevo urlare
un po’ della pena del mondo
senza trovare le parole
senza guardare attorno
solo
sul ciglio
un sogno
rimasto a far da guardia con le stelle
al freddo, umido crogiolare
santo delle lucciole
e tu mi dicevi
mi sono messa in faccia
il vento
e io ridevo
ma piangevo
di poesia ritrovata

.

.

.

.

grilli
grilli nel silenzio
spaccano
le note nere della notte
nera
cicatrice bruciata del sole

grilli, cori
brillano all’udito inerme
sconfitto
nella lotta amara
tra ordine e caos
finalmente
disarmato

[…]
.

.

strade
di pietra consumata, carbone
strade di piccioni e rotaie, strade
chiuse, aperte, circuiti dai nomi
mai sentiti prima. la capotreno
“ottantadue cinquantasette”
accigliata e sorridente fuma
la sua femminilità spezzata
duplicata

strade di santi, oli neri, gradini
maniglie, serbatoi
“cinque vetture, due locomotori”
nubi tossiche d’altri tempi, strade
gialle, strade di ghiaia
di corpi svegli e assopite idee
“la prima classe
è in testa al treno”

voci mute
occhi a mandorla, bicipiti e seni e ricci capelli
zampe rosse, persino, a passo svelto
ognuno
scivola e transita
nella giostra del tempo perduto
l’unico lasso riconquistato

trascinami viaggio
strisciami addosso
come foss’io il biglietto
carta vincente
obliterami, stendimi
come pasta fresca su legno
trascinami viaggio
con violenza segnami
feriscimi, curami
“non ci sono
posti prenotati
si può sedere dove vuole”

.

.

torre mia impietosa
amata landa promessa
fasci di notte t’imbragano
di nostalgia e sussurri ma tu
bella
come la sete appagata, squarcio sanato
brilli
velo romantico sul destino del mondo

valli mute, taciturni viottoli
il tuo sguardo preannuncia. lo spirito
è solo
al tuo cospetto liberato
esisti
e perciò imperi
d’allegorica pietrosa carezza
sul mare. attendo esangue
la libertà spietata che m’insegni

ti saluto svelta e sveglia
grata
della tua mano calma
- scudo d’armonica conchiglia -
sulla mia esistenza

.

.

[…]

sapore mirto di te
adorato, di me
rame. temuta
non posso
essere qui e viva eppure
l’aria
è più dolce così da respirare

.

.

Da Creativity and Communication